martedì 24 maggio 2016

GLI OCCHI NERI DI SUSAN, cosa ne penso?

Trama: Tessa Cartwright, sedici anni, viene ritrovata in un campo del Texas, sepolta da un mucchio di ossa, priva di memoria. La ragazza è sopravvissuta per miracolo a uno spietato serial killer che ha ucciso tutte le altre sue giovani vittime per poi lasciarle in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle. Grazie alla testimonianza di Tessa, però, il presunto colpevole finisce nel braccio della morte. A quasi vent’anni di distanza da quella terrificante esperienza, Tessa è diventata un’artista e una mamma single. Una fredda mattina di febbraio nota nel suo giardino, proprio davanti alla finestra della camera da letto, una margherita gialla, che sembra piantata di recente. Sconvolta da ciò che evoca quel fiore, Tessa si chiede come sia possibile che il suo torturatore, ancora in carcere in attesa di essere giustiziato, possa averle lasciato un indizio così esplicito. E se avesse fatto condannare un innocente? L’unico modo per scoprirlo è scavare nei suoi dolorosi ricordi e arrivare finalmente a mettere a fuoco le uniche immagini, nascoste per tanti anni nelle pieghe della memoria, che potranno riportare a galla la verità…




"Gli occhi neri di Susan" è stato primo romanzo thriller che ha varcato la soglia della mia camera. L'ho ricevuto dalla Newton Compton Editori grazie al loro Club dei Lettori e ne sono stata entusiasta. Mi ha colpito la sua copertina, con quelle margherite gialle su sfondo nero che ti danno già un senso di inquietudine. A me ha creato molta curiosità, lo tenevo li sulla scrivania e lo sentivo dirmi "leggimi, leggimi". Ok, non è andata proprio cosi, ma a chi non è capitato con un libro? Essendo il primo thriller e non avendo quindi altri termini di paragone, posso dirvi che a me è piaciuta la storia e il modo in cui è districata. La protagonista è Tessa che, come si legge dalla trama, scampa da una morte atroce. Viene ritrovata in un campo in Texas, sepolta da un cumulo di ossa di altre ragazze che purtroppo non sono sfuggite a questo misterioso serial killer. La storia quindi ruota intorno a questa sua esperienza e a ciò che ha dovuto attraversare per riuscire a sollevarsi: le sedute dagli psichiatri, che analizzavano i suoi disegni e credevano di comprendere il dolore di quella ragazzina, la cecità, che si è scoperta poi essere soltanto psicologica. Accanto a questi flashback, l'autrice mostra anche il suo presente, una Tessa trentenne che fa ancora i conti con quel passato che l'ha segnata. Oggi ha una casa, una figlia di sedici anni, e ancora molte domande a cui rispondere. Chi è il colpevole? Un dettaglio molto importante nella sua vita sono le margherite gialle, le cosidette "Susan dagli occhi neri": crescevano in quel campo, e Tessa le ritrova piantate sotto la sua finestra ancora una volta, nonostante siano passati tutti quegli anni. E' stato condannato il vero colpevole? Il romanzo mi ha travolta fin dall'inizio e non vedevo l'ora di scoprire cosa fosse realmente successo, ma allo stesso tempo mi sono gustata le riflessioni, i dialoghi, le ricerche, per giungere poi ad una conclusione che mi ha lasciata del tutto spiazzata. Un finale che cambia completamente ogni prospettiva della storia. 


E voi l'avete letto? Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. 
Vi piacciono i thriller? Consigliatemene qualcuno.





❝ Quell'incendio scavò anche la nostra tomba, una fossa dai contorni irregolari e assai profonda. Le margherite gialle erano spuntate ad abbellirla molto prima che arrivassimo noi 

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